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Corte di Cassazione, III Sez. Pen.

Il legale rappresentante di una societ√† √® stato dichiarato responsabile per aver omesso il versamento delle ritenute previdenziali e perci√≤ √® stato condannato alla pena di 12 mesi di reclusione ed Euro 1.000, di multa. La legge prevede che il datore di lavoro non √® punibile qualora provveda al versamento entro tre mesi dalla comunicazione della diffida. L'imprenditore si √® difeso, tra l'altro, osservando che le diffida gli era stata comunicata a mezzo raccomandata presso la sua residenza priva della firma del destinatario sull'avviso di ricevimento, inoltre all'epoca della contestazione lui non era pi√Ļ il legale rappresentante della societ√†. Con questi ed altri argomenti, egli ricorreva alla Cassazione contro la sentenza d'appello che lo aveva condannato. La Corte, esaminando il caso, ha ricordato che in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali la comunicazione della contestazione √® a forma libera, ovvero si effettua mediante un verbale di accertamento o una lettera raccomandata. L'atto si presume conosciuto dal destinatario qualora sia stato notificato mediante raccomandata con ricevuta di ritorno anche attraverso la compiuta giacenza. La presunzione di conoscenza viene meno se il destinatario provi di essere stato, senza colpa, nell'impossibilit√† di avere avuto notizia dell'atto. Per quanto concerne la cessazione della carica del legale rappresentante al momento di contestazione, infatti, la Corte ha rilevato che per gli omessi versamenti √® responsabile colui che ricopriva la carica al momento dell'insorgenza del debito, anche se nel frattempo abbia perduto la rappresentanza.

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