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Corte di Cassazione, Sez. Lav.

La Corte di Cassazione ha ripercorso i caratteri del rapporto di collaborazione dei fattorini che ne hanno determinato la qualifica come «etero-organizzati» (e, dunque, soggetti alla disciplina del lavoro subordinato): da un lato, il lavoratore era libero candidarsi o meno per una specifica corsa o uno specifico turno di lavoro; non aveva vincoli di presenza o di orario; utilizzava la propria bicicletta per gli spostamenti; era tenuto ad inoltrare da sé domanda di iscrizione alla gestione separata INPS. Dall'altro, il fattorino doveva registrarsi sul sito dell'azienda, comunicando la propria disponibilità, settimanalmente, nelle fasce orarie prestabilite; una volta assegnato al turno, egli si recava in una delle tre zone di partenza (anch'esse predefinite dall'azienda) in attesa dell'ordine di consegna, che gli perveniva tramite apposita «app» sullo smartphone; accettato l'ordine, egli si doveva recare presso il ristorante per prendere in consegna i prodotti, controllarne la corrispondenza all'ordine ed eseguirne la consegna al destinatario.

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