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Corte di Cassazione, Sez. Lav.

Un lavoratore ha rifiutato di prestare la propria attività in occasione della festività del 1° maggio. La società ha reagito con il licenziamento. Nel processo che ne è sorto, la Corte d'Appello ha ritenuto fondato il licenziamento. La Suprema Corte ha riformato la decisione poiché la rinunzia al riposo nelle festività infrasettimanali può aver luogo solo in forza di un accordo tra il datore di lavoro e lavoratore e non in forza di una scelta unilaterale del primo. L'irrinunciabilità del riposo resta ferma anche qualora esista un accordo sindacale. Infatti, in assenza di uno specifico mandato, il diritto individuale rimane indisponibile da parte delle organizzazioni sindacali.

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