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Cass., Sez. Lav., Sentenza 19 gennaio 2016, n. 836 Alcuni dipendenti si erano rifiutati di proseguire il lavoro per il tempo necessario all’azienda alla messa in sicurezza delle loro postazioni. La società aveva addebitato ai lavoratori la retribuzione corrispondente al fermo di circa un’ora e 45 minuti qualificando il rifiuto della prestazione come sciopero. La Suprema Corte ha censurato il comportamento della società, ricordando che, in caso di violazione da parte del datore dell’obbligo di sicurezza ex art. 2087 Cod. civ., è legittimo il rifiuto del lavoratore di eseguire la propria prestazione il quale, al contempo, conserva il diritto alla retribuzione in quanto non possono derivargli conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore.

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