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«Decreto Dignità», D.L. 3 luglio 2018 - art. 1; art. 2, comma 2 Le proroghe ammesse sono ridotte da 5 a 4. La causale non è necessaria nel caso in cui la proroga determini una durata complessiva del rapporto non superiore ai 12 mesi. Occorre fare attenzione su questo punto: i rinnovi sono invece ammessi – in ogni caso, anche per rapporti di breve durata – sempre e solo in presenza della causale. In concreto: la proroga riguarda l’estensione della durata di un rapporto in corso; mentre il rinnovo riguarda la stipulazione di un nuovo contratto a termine dopo che il precedente era cessato. Pertanto, se il datore decide di estendere di un mese un rapporto della durata iniziale di sei mesi, potrà farlo (con il consenso del lavoratore, naturalmente) senza necessità di alcuna causale; ma se il medesimo contratto di sei mesi cessa e, dopo qualche tempo, ne viene stipulato uno nuovo di un mese, sarà necessaria la causale. I rinnovi vengono scoraggiati anche per un’altra via: il contributo addizionale dell’1,4% posto a carico dei contratti a tempo determinato dalla Legge Fornero è incrementato di un ulteriore 0,5% per ogni rinnovo.

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