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«Decreto Dignità», D.L. 12 luglio 2018, n. 87 - art. 2, comma 2 Come noto, la pausa estiva ha portato in dono agli operatori del diritto e della gestione delle risorse umane il «Decreto Dignità» con il suo carico di novità, specie in materia di contratti a tempo determinato e di somministrazione di lavoro. Già in precedenza il numero di tali contratti era soggetto ad un limite in rapporto alla forza lavoro stabile. Si tratta delle c.d. «clausole di contingentamento»: i contratti a tempo determinato non potevano eccedere il 20% della forza lavoro stabile; mentre i contratti di somministrazione a tempo determinato erano rimessi a limiti demandati alla contrattazione collettiva. La riforma ha stabilito che gli uni e gli altri contratti, complessivamente, non possono comunque eccedere il 30% della forza di lavoro stabile. Salvo casi particolari e salvo diversa disciplina dei contratti collettivi, è rimasta, infatti, la possibilità di ampliare detti limiti percentuali mediante un accordo collettivo che, nell’ambito in esame, potrà essere non soltanto nazionale ma anche di livello aziendale o territoriale.

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