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Ministero del Lavoro, Circolare 31 ottobre 2018, n. 17 Il primo passo della circolare, concernente i nuovi limiti temporali e il necessario intervento delle causali, non aggiunge novità a quanto già rilevato dai commentatori. Il computo dei mesi «consumati» va fatto comprendendo tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato e somministrazione intervenuti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, indipendentemente dai periodi di interruzione. Per stabilire se sia necessaria la causale, dunque, si deve tener conto della durata complessiva dei rapporti di lavoro a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, considerando sia la durata di quelli già conclusi, sia la durata di quello che si intende eventualmente prorogare: ad esempio, ove si intenda prorogare di ulteriori 6 mesi un primo rapporto di 10 mesi, occorrerà la causale. La circolare rammenta che, anche nei casi in cui non sia richiesta per la validità del termine (perché il rapporto è complessivamente inferiore a 12 mesi), la specificazione di una ragione sostitutiva è necessaria ad altri fini, ad esempio, per la fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione di maternità o per l’esonero dal computo nel numero massimo di contratti a termine, ecc.

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