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L'INPS fornisce indicazioni sul delicato e attuale tema della compatibilità tra cariche societarie e rapporto di lavoro subordinato. In altri termini, si pone il problema di verificare se una stessa persona possa esercitare contemporaneamente la carica di consigliere di amministrazione e le mansioni di lavoratore subordinato. L'INPS precisa che – in astratto – tale compatibilità può sussistere. Ma occorre precisare un distinguo. Sono ritenuti certamente incompatibili con la qualità di lavoratore subordinato: la carica di amministratore unico; la carica di amministratore delegato munito di delega generale con facoltà di agire senza consenso del CdA; la carica di socio unico; lo status di socio che ha assunto di fatto l'effettiva ed esclusiva titolarità dei poteri di gestione. Sono viceversa ritenuti compatibili con lo status di lavoratore subordinato la carica di presidente, anche in caso di conferimento del potere di rappresentanza (senza poteri deliberativi) e la carica di amministratore delegato (con potere di rappresentanza o deleghe specifiche e limitate), potendo entrambe le figure essere soggetto di direttive da parte del Consiglio. Certamente anche in questi casi, chi vorrà far valere la doppia posizione dovrà dimostrare la propria effettiva subordinazione secondo i classici criteri.

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