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Corte di Cassazione, Sez. Lav.

L'art. 38 Cost. impone che l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro copra non solo il rischio professionale strettamente inteso ma anche tutti gli infortuni che si verifichino in stretto rapporto di connessione con l'attività protetta. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione ordinando all'INAIL il risarcimento dei danni subiti da un artigiano infortunatosi mentre si stava recando presso un capannone per controllare l'esecuzione dei lavori in favore della società di cui era socio accomandatario. Riformando le decisioni di merito, la Suprema Corte ha ricordato che l'«occasione di lavoro» prevista dalla legge non richiede che l'infortunio avvenga durante lo svolgimento della mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l'obbligo assicurativo, essendo indennizzabile anche l'infortunio determinatosi nell'esecuzione di un'attività lavorativa connessa «ed insito in una attività prodromica e comunque strumentale allo svolgimento delle medesime mansioni, anche se riconducibile a situazioni e attività proprie del lavoratore», con il solo limite, in questa ipotesi, del rischio elettivo.

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