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Tribunale di Milano, Sez. Lav.

Un lavoratore lamentava di aver subito un demansionamento a partire dall'anno 2000. Il giudice ha dapprima precisato che la dequalificazione costituisce un ¬ęillecito permanente¬Ľ; ha poi rammentato che il 25 giugno 2015 √® stata modificata la norma che stabilisce la disciplina legale delle mansioni, ossia l'art. 2103 Cod. civ. . Ci√≤ premesso, qualora l'illecito si sia protratto prima e dopo tale data, occorrer√† valutare il comportamento datoriale sulla base dei diversi criteri adottati nelle due versioni della disciplina: il criterio di ¬ęequivalenza sostanziale¬Ľ, alla luce del vecchio testo; e quello di ¬ęequivalenza formale¬Ľ, secondo l'attuale norma. Nel caso esaminato, il comportamento della datrice di lavoro √® risultato illegittimo in entrambi i periodi: inizialmente, per avere adibito al lavoratore a mansioni qualitativamente insignificanti e comunque estranee al bagaglio professionale da questi maturato in precedenza; e, successivamente, alla luce delle declaratorie contrattuali del CCNL Credito e del confronto con l'inquadramento dei colleghi, risultando le mansioni assegnate non conformi al livello contrattuale attribuito al lavoratore. Il Tribunale ha pertanto riconosciuto il demansionamento e ha liquidato il danno subito dal lavoratore nella misura del 20% della retribuzione mensile.

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