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Corte di Cassazione, Sez. Lav.

Lo «straining» consiste in una forma di mobbing attenuato che può condurre al risarcimento del danno. Così ha deciso la Corte di Cassazione in favore di un'insegnante vittima di comportamenti ostili da parte della dirigenza scolastica. Nel caso esaminato, la docente era stata dichiarata inidonea all'insegnamento per ragioni di salute; assegnata alla segreteria della stessa scuola, aveva denunciato la necessità di ulteriore personale amministrativo, entrando in contrasto con la dirigenza. Il preside ha pertanto avviato azioni ostili, dalla sottrazione di strumenti di lavoro, alla riassegnazione a mansioni didattiche non adeguate, sino alla totale privazione di ogni incarico. All'esito della causa che ne è scaturita, il Ministero è stato condannato a risarcire il danno subito dalla docente, liquidato Euro 15.000, per lo «straining» subito, ossia per lo «stress forzato deliberatamente inflitto alla vittima dal superiore gerarchico con un obiettivo discriminatorio»: una condotta non propriamente mobbizzante (ovvero comportamenti vessatori sistematici e reiterati) ma tale da determinare un danno risarcibile. Per la Suprema Corte infatti si tratta semplicemente di una forma attenuata di mobbing.

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