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Agenzia delle Entrate

Una società che intende mettere a disposizione dei propri dipendenti un percorso formativo (un «percorso occupabilità») e un budget di spesa figurativo (un «credito welfare») si è rivolta all'Agenzia delle Entrate per conoscere se tali benefici costituiscano reddito da lavoro dipendente. La società ha precisato che tali misure sono rivolte ai dipendenti a maggior rischio di disoccupazione e che il credito welfare può essere utilizzato per usufruire di buoni acquisto, contribuzione aggiuntiva alla previdenza complementare, acquisto di pacchetti sanitari integrativi, rimborso spese sostenute per i familiari in età prescolare, rimborso spese scolastiche per i familiari, rimborso spese sostenute per l'assistenza di familiari anziani e/o non autosufficienti, servizi con finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, rimborso spese per abbonamenti al trasporto pubblico. L'Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che tali attribuzioni non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente poiché sono rivolte a una categoria di lavoratori «omogenea» (i lavoratori più svantaggiati); riguardano erogazioni in natura (la formazione) e hanno finalità educative.

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