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Corte di Cassazione, Sez. Lav.

La Suprema Corte torna sul dibattuto tema della natura del licenziamento per scarso rendimento. Secondo alcuni ha natura disciplinare, poich√© sottende l'inadempimento colpevole del lavoratore del proprio obbligo di eseguire con diligenza la prestazione; secondo altri, lo scarso rendimento ha una connotazione oggettiva limitata alla ridotta produttivit√† del lavoratore e alle sue ripercussioni negative sull'organizzazione aziendale. La conseguenza non √® di poco momento poich√©, tra l'altro, se disciplinare, il licenziamento dovr√† essere preceduto dalla procedura di garanzia prevista dall'art. 7 Statuto dei Lavoratori (concedendo al lavoratore un termine a difesa di almeno 5 giorni); se oggettivo, potr√† essere invece applicabile la procedura prevista dall'art. 7, L. n. 604/1966 (comunicazione preventiva e tentativo di conciliazione in Direzione Territoriale del Lavoro). Con la sentenza in esame, la Corte ribadisce il proprio prevalente orientamento, affermando che deve escludersi la configurabilit√† di un giustificato motivo oggettivo tutte le volte in cui il licenziamento si fondi su una condotta del lavoratore riconducibile alla sua sfera di volont√† ed esprima pertanto un giudizio negativo nei suoi confronti (cd. ¬ęlicenziamento ontologicamente disciplinare¬Ľ).

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