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Corte di Cassazione, II Sez. Civ.

La Suprema Corte ha stabilito che anche per gli accordi di modifica del contratto di agenzia la forma scritta è necessaria ai fini della prova. Nel caso esaminato, un agente aveva convenuto in giudizio la preponente, lamentando di avere concluso affari con il consorzio fornitore di una catena di punti vendita presenti sull'intero territorio regionale ma di avere percepito provvigioni sulla sola merce consegnata nella provincia costituente la sua zona. Chiedeva quindi il pagamento delle residue provvigioni sui contratti promossi, erroneamente corrisposte agli agenti delle varie zone di consegna della merce. I giudici di merito respingevano la domanda accertando che era intervenuto un accordo verbale tra le parti per la ripartizione delle suddette provvigioni tra i vari agenti delle zone interessate. Tale accordo, ad avviso del Tribunale e della Corte d'Appello, era stato provato per testi. Ad avviso della Cassazione, invece, la prova testimoniale non poteva essere ammessa in quanto l'accordo di modifica del contratto andava provato per iscritto ai sensi dell'art.1742 Cod. civ. Pertanto, non è stata ritualmente provata la rinunzia dell'agente alle provvigioni dovute sulla base del contratto.

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