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L'Ispettorato nazionale del Lavoro ha chiarito che, in caso di appalto illecito, eventuali omissioni contributive possono essere chieste direttamente anche al committente, a prescindere dall'eventuale iniziativa dei lavoratori. Ciò perché il rapporto previdenziale tra datore di lavoro ed ente previdenziale ha fonte legislativa e presuppone esclusivamente l'instaurazione di fatto del rapporto di lavoro ed è sottratto alla disponibilità delle parti. L'Ispettorato potrà pertanto determinare l'imponibile contributivo tendendo conto del CCNL applicabile in base all'art. 1, D.L. n. 338/1989 e procedere al recupero del dovuto, al netto di quanto eventualmente già versato dallo pseudo appaltatore. Resta fermo che l'appalto non genuino comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pari ad Euro 50,00 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro. La sanzione colpisce sia lo pseudo appaltatore, sia il committente/utilizzatore.

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