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Il Governo ha adottato dei provvedimenti per gestire gli effetti del corona virus sulla base del D.L. n.¬†6/2020. Il Governo ha disposto restrizioni alle attivit√† di servizi pubblici (DPCM 25 febbraio 2020, ora sostituito dal DPCM 1¬į marzo 2020). Per quanto di nostro interesse, il decreto ha stabilito che il lavoro agile √® applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020 (e fino al permanere dello stato di emergenza), per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attivita_ lavorativa fuori da tali territori; la deroga si applica a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza di accordi individuali. Altri provvedimenti sono stati adottati dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria. Tali provvedimenti, oltre a ribadire l'importanza degli accorgimenti sanitari base (lavarsi le mani, evitare contatti non necessari, ecc.) rinnovano l'obbligo per i soggetti che entrino in regione provenendo dalle cd. ¬ęZone a rischio¬Ľ di informare la locale azienda sanitaria e sottoporsi a quarantena. Il DPCM impone l'obbligo di informazione alle aziende sanitarie per tutti coloro che siano entrati in Italia dopo aver transitato (dal 16 febbraio 2020) in una delle zone a rischio. Il mancato rispetto delle norme di contenimento √® punito ai sensi dell'art. 650 Cod. pen. (arresto fino a tre mesi o ammenda).

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