Corte di Cassazione, Sez. Lav.
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per accedere ai benefici contributivi, le aziende devono applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del settore corrispondente all’attività effettivamente svolta.
Nel caso esaminato, un’azienda agricola aveva applicato il contratto provinciale degli operai agricoli della provincia di Taranto ai propri lavoratori, sebbene questi operassero nella provincia di Bari. Tale scelta aveva comportato una retribuzione inferiore rispetto a quella prevista dal contratto territoriale corretto, con conseguente riduzione dell’imponibile contributivo. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello, che aveva negato all’azienda il diritto alle agevolazioni contributive.
Questa pronuncia ribadisce che il riconoscimento degli sgravi contributivi è subordinato all’applicazione del contratto collettivo del settore pertinente o, in alternativa, di uno più favorevole ai lavoratori, e non può basarsi su scelte unilaterali del datore di lavoro.