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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: repêchage rafforzato per chi assiste familiari disabili

By 3 Luglio 2025Aprile 14th, 2026No Comments

Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei confronti di un lavoratore che fruiva dei permessi previsti dalla legge n. 104/1992 per assistere la moglie disabile. Dopo il rifiuto, da parte del lavoratore, di un’offerta di ricollocazione con orario meno compatibile con le esigenze familiari, la Corte ha ribadito la regola dell’onere di repêchage in capo al datore di lavoro: il licenziamento deve essere sempre l’extrema ratio, e il datore è tenuto a verificare ogni possibile ricollocazione, bilanciando le esigenze aziendali con i doveri di solidarietà.
Nel caso specifico, la Cassazione ha censurato la Corte d’appello per non aver considerato che, dopo il licenziamento, la società aveva effettuato nuove assunzioni con orario compatibile con le richieste del lavoratore. Il principio affermato rafforza la tutela per chi assiste familiari disabili, imponendo un vaglio particolarmente rigoroso sulle possibilità di reimpiego prima di procedere al licenziamento per motivo oggettivo.