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Demansionamento: il danno va risarcito anche se non c’è perdita economica

By 20 Settembre 2025Marzo 18th, 2026No Comments

Corte di Cassazione, Sez. Lav.

Un lavoratore aveva agito in giudizio lamentando di essere stato adibito, per un lungo periodo, a mansioni inferiori rispetto a quelle per le quali era stato assunto, chiedendo la condanna della società datrice di lavoro al risarcimento del danno da demansionamento.
La Corte d’Appello, pur accertando la dequalificazione, aveva rigettato la domanda di risarcimento per mancanza di prova del danno economico subito.
La Corte di Cassazione, ribaltando tale decisione, ha chiarito che il danno da demansionamento non coincide necessariamente con la perdita patrimoniale. Esso può consistere anche nel pregiudizio alla professionalità, all’immagine o alla dignità del lavoratore, tutte componenti della persona tutelate a livello costituzionale.
Secondo la Suprema Corte, il lavoratore non è tenuto a provare specificamente la perdita economica, essendo sufficiente dimostrare la condotta datoriale lesiva della professionalità. In tali casi, il giudice può liquidare il danno in via equitativa, tenendo conto della durata della dequalificazione, della natura delle mansioni e dell’incidenza sul percorso professionale del lavoratore.