Lavoro a tempo determinato

Legge retroattiva sul risarcimento dei precari: la CEDU condanna l’Italia per violazione del giusto processo

By 23 Ottobre 2025Gennaio 20th, 2026No Comments

CEDU

Alcuni lavoratori con contratti a termine avevano ottenuto dai giudici italiani la conversione dei loro rapporti in contratti a tempo indeterminato e la condanna dell’azienda al risarcimento per le retribuzioni perse.
Nel corso dei giudizi, però, una nuova legge – la n. 183/2010 – modificò retroattivamente il criterio di calcolo dell’indennizzo, riducendone notevolmente l’importo e imponendone l’applicazione anche ai procedimenti ancora pendenti.
La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza del 23 ottobre 2025, ha riconosciuto che tale intervento legislativo retroattivo ha violato l’art. 6 § 1 della Convenzione, in quanto ha inciso sull’esito delle controversie in corso, compromettendo l’equilibrio tra le parti e la fiducia dei cittadini nella giustizia.
Secondo la Corte di Strasburgo, pur potendo lo Stato modificare in via generale i criteri di liquidazione dei danni, non sussistevano “ragioni imperative di interesse generale” tali da giustificare l’applicazione retroattiva della norma.
Resta invece esclusa la violazione del diritto di proprietà, poiché la legge non aveva privato i lavoratori del diritto al risarcimento, ma ne aveva soltanto ridotto l’entità.
Lo Stato italiano è stato condannato a versare agli interessati una somma per danno patrimoniale e non patrimoniale.