TFR, preavviso e altre indennità di cessazione

TFR in busta paga: l’Ispettorato chiarisce che l’anticipazione mensile è illegittima

INL

Un’azienda è stata segnalata all’Ispettorato per la prassi di liquidare mensilmente ai lavoratori i ratei di TFR direttamente in busta paga, pratica attuata anche dopo il termine del regime sperimentale previsto dalla legge di stabilità 2015. È stato chiesto se tale condotta sia conforme alla normativa vigente e quali siano le conseguenze ispettive.
L’Ispettorato nazionale del lavoro, acquisito anche il parere del Ministero, ha ribadito che il TFR ha natura di accantonamento finalizzato a garantire un supporto economico alla cessazione del rapporto di lavoro. L’anticipazione è consentita solo nei casi tassativi previsti dalla legge e può essere oggetto di pattuizioni collettive o individuali solo per l’importo già maturato, non per ratei mensili futuri. In mancanza di tali presupposti, le somme anticipate sono considerate come retribuzione ordinaria, con conseguente obbligo contributivo.
Infine, viene chiarito che il personale ispettivo, in caso di riscontro di anticipazioni illegittime, dovrà ordinare al datore di lavoro il corretto accantonamento del TFR mediante provvedimento di disposizione.