Conferenza Stato-Regioni
Con il nuovo Accordo, in vigore dal 24 maggio 2025, Governo, Regioni e Province autonome hanno ridefinito la disciplina in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, imponendo precisi obblighi organizzativi e documentali in capo ai datori di lavoro. Il provvedimento stabilisce la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi rivolti a lavoratori, preposti, dirigenti e agli stessi datori di lavoro, anche quando svolgono direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione. Il datore di lavoro è chiamato a garantire che la formazione sia progettata in base all’effettivo rischio presente in azienda, coinvolgendo soggetti formatori istituzionali o accreditati, e a curare la scelta di docenti in possesso dei requisiti richiesti. La formazione può essere erogata in presenza, in videoconferenza sincrona o in e-learning, con la possibilità di utilizzare modalità miste, purché conformi ai requisiti tecnici previsti dall’Accordo. Tra gli adempimenti principali, il datore di lavoro deve: predisporre un progetto formativo dettagliato; ammettere ai corsi un numero limitato di partecipanti; assicurare la frequenza di almeno il 90% delle ore previste; conservare per almeno 10 anni tutta la documentazione relativa al corso (fascicolo del corso); garantire la redazione del verbale della verifica finale e il rilascio dell’attestato. L’aggiornamento periodico della formazione, inoltre, diventa un elemento essenziale e oggetto di controllo. Di particolare importanza, è venuto meno il periodo di 60 giorni dall’assunzione per la formazione obbligatoria: oggi il lavoratore deve essere formato prima di iniziare le mansioni. Questa formazione preliminare include sia la formazione generale di 4 ore, sia la formazione specifica sui rischi a cui sarà esposto nel ruolo assegnato. Dunque, il nuovo assunto non può iniziare a lavorare senza aver completato i percorsi. Il mancato rispetto dei nuovi adempimenti può comportare l’invalidità della formazione e conseguenti responsabilità per la società. Le Regioni potranno introduree misure più favorevoli per la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.