Contratto di lavoro - Pattuizioni accessorie

Patto di non concorrenza nullo se il corrispettivo è inadeguato, ma serve una valutazione concreta

Corte di Cassazione, Sez. Lav.

Una lavoratrice impugnava il patto di non concorrenza sottoscritto con l’azienda, contestando l’esiguità del corrispettivo pattuito. Dopo esiti contrastanti nei precedenti gradi di giudizio, la vicenda è giunta alla Corte di Cassazione.
La Suprema Corte ha offerto importanti chiarimenti in materia, evidenziando che la nullità di un patto di non concorrenza può derivare da due categorie di vizi, tra loro autonome: quelli di natura genetica o testuale, e quelli relativi all’inadeguatezza del corrispettivo.
In particolare, quest’ultimo aspetto non può essere oggetto di una valutazione astratta o standardizzata: occorre, piuttosto, un esame specifico del contesto e delle circostanze concrete, tenuto conto dell’effettiva compressione della libertà lavorativa della parte obbligata.
Infine, la Cassazione ha chiarito che eventuali irregolarità o anomalie nel rapporto di lavoro non possono riflettersi automaticamente sulla validità del patto, trattandosi di accordi distinti, seppur connessi.
La pronuncia conferma la centralità di una valutazione caso per caso della congruità del corrispettivo, quale elemento imprescindibile per la validità della clausola di non concorrenza.