Contratto di lavoro - Pattuizioni accessorie

Patto di non concorrenza nullo: il compenso corrisposto diventa parte della retribuzione

By 15 Dicembre 2025Febbraio 12th, 2026No Comments

Corte di Cassazione, Sez. Lav.

Un lavoratore aveva stipulato con la società, già all’atto dell’assunzione, un patto di non concorrenza che prevedeva il pagamento di una somma mensile di Lire 200.000 (pari a Euro 103,29). Tale somma, corrisposta per tutta la durata del rapporto di lavoro, risultava indicata nel cedolino come voce fissa della retribuzione.
Il Tribunale e, in appello, la Corte di Milano avevano ritenuto nullo il patto per carenza dei requisiti di validità previsti dalla legge, ma avevano qualificato la somma erogata come componente retributiva, riconoscendone la natura di corrispettivo per la prestazione lavorativa.
La società ricorreva in Cassazione, sostenendo che l’importo fosse un compenso autonomo collegato all’obbligo di non concorrenza post contrattuale. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte territoriale. Secondo i Giudici di legittimità, quando un patto di non concorrenza è dichiarato nullo, le somme eventualmente corrisposte a tale titolo non possono essere restituite, poiché acquisite dal lavoratore a titolo retributivo.
La pronuncia ribadisce che la qualificazione della somma come retributiva o meno dipende dall’effettivo collegamento con l’attività lavorativa e dalla sua costanza nei cedolini paga: se manca un valido patto di non concorrenza, l’importo erogato diviene retribuzione a tutti gli effetti.