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Ticket di licenziamento e detenuti: l’INPS chiarisce quando il contributo non è dovuto

INPS

L’INPS ha fornito chiarimenti sul pagamento del ticket di licenziamento nei rapporti di lavoro che coinvolgono detenuti dipendenti di datori di lavoro diversi dall’Amministrazione penitenziaria. L’intervento affronta le ipotesi in cui il rapporto cessi per eventi collegati allo status detentivo del lavoratore, distinguendole dai casi di ordinaria risoluzione del rapporto.
L’Istituto conferma che il contributo resta normalmente dovuto quando la cessazione è riconducibile a cause ordinarie rientranti nella sfera decisionale del datore di lavoro. Diversamente, il ticket non deve essere versato quando la cessazione dipende da eventi esterni e non controllabili dalle parti, come la revoca dell’autorizzazione al lavoro esterno.
Più articolata la disciplina in caso di scarcerazione per fine pena o trasferimento ad altro istituto penitenziario. In queste situazioni l’esonero dal contributo non opera automaticamente: il datore di lavoro dovrà verificare concretamente la possibilità di proseguire il rapporto all’esterno o presso altra struttura collegata. Solo l’impossibilità effettiva e documentata di continuazione del rapporto consentirà di evitare il pagamento del ticket. L’INPS ha inoltre introdotto nuovi codici Uniemens per gestire le diverse ipotesi di cessazione.