L’INPS ha da pochi giorni emesso la circolare n. 53 /2025 che contiene indicazioni operative per l’applicazione di tre nuove misure introdotte dall’ultima Legge di Bilancio (L. 207/2025), che riguardano:
- pensione anticipata flessibile, la cosiddetta “quota 103”;
- opzione Donna:
- proroga dell’APE sociale;
- incentivi per le lavoratrici madri.
Quota 103 pensione anticipata flessibile, i requisiti
Per poter accedere alla misura occorre aver maturato 41 anni di lavoro e compiuto i 62 anni di età. Il trattamento pensionistico verrà erogato, secondo il metodo contributivo entro 7 mesi per i lavoratori del settore privato ed entro 9 mesi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Restano in vigore le restrizioni già previste per le misure analoghe: l’assegno non potrà superare il valore lordo mensile superiore a quattro volte il trattamento minimo INPS (€ 2,413,60) e la pensione non è cumulabile con altri redditi da lavoro dipendente (per quelli da lavoro autonomo occasionale resta il limite dei €5.000 annui).
Opzione pensione donna 2025, le regole
Per accedere al pensionamento anticipato femminile, le lavoratrici devono aver compiuto 61 anni al 31 dicembre 2024, che scendono a 60 anni per le donne con 1 figlio, 59 anni per le madri di 2 o più figli oppure licenziate o dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto.
La misura si ottiene se sono stati versati almeno 35 anni di contributi e riguarda:
- le lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo almeno dal 1/1/25 il tavolo di gestione della crisi aziendale;
- coloro che hanno una invalidità riconosciuta del 74% o superiore che ne riduce la capacità lavorativa;
- donne che assistono, da almeno 6 mesi, persone disabili conviventi, con disabilità in situazione di gravità in base alla Legge 104 (caregiver).
L’APE Sociale non cambia
Hanno diritto di accedere all’indennità (Anticipo pensionistico), prevista dalla misura, i lavoratori che hanno compiuto almeno 63 anni e 5 mesi d’età ma non hanno ancora maturato i requisiti minimi per la pensione anticipata o di vecchiaia.
I lavoratori a cui può essere riconosciuto l’APE sociale devono anche far parte di una di queste categorie:
- dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno 6 anni negli ultimi 7;
- invalidi civili al 74 %;
- già dipendenti, ora disoccupati, che hanno esaurito il trattamento di NASpI;
- le persone che assistono inabili conviventi da almeno 6 mesi.
Le lavoratrici madri che appartengono a qualunque di queste categorie godono di una riduzione del requisito contributivo di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di 2.


