#Referendum-jobs-act
Con un comunicato stampa del 20 gennaio scorso, la Corte costituzionale ha annunciato di aver deliberato in camera di consiglio sull’ammissibilità di alcuni quesiti referendari che riguardano la legge sul lavoro n. 23/2015 nota come Jobs Act. La decisione è stata confermata con il deposito delle sentenze 12, 13 14 e 15 del 7 febbraio 2025 che hanno disposto sui quesiti e riguardano:
- abrogazione della disciplina dei licenziamenti nel contratto a tutele crescenti;
- cancellazione del tetto alle indennità corrisposte ai lavoratori nei licenziamenti delle piccole e medie imprese (fino a 15 dipendenti);
- abrogazione parziale di norme in materia di apposizione del termine al contatto di lavoro subordinato, in particolare durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi;
- abrogazione delle norme che escludono in certi casi la responsabilità solidale del committente, dell’appaltante o del sub appaltante in caso di infortunio sul lavoro.
Sentenza 12/25 che ammette il primo quesito sul contratto di lavoro a tutele crescenti
La richiesta di referendum abrogativo denominata «Contratto di lavoro a tutele crescenti – disciplina dei licenziamenti illegittimi» riguarda la possibilità per il lavoratore assunto dopo il 2015 di essere reintegrato nel posto di lavoro anche se il licenziamento è stato giudicato illegittimo.
Ci siamo occupati di questo tema, piuttosto controverso, nel blog:
- Jobs Act: reintegrazione anche se la nullità del licenziamento è solo “virtuale”;
- Se il giustificato motivo oggettivo è “insussistente” il lavoratore va reintegrato,
Il quesito mira a ripristinare la formulazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, alla sua precedente versione, cioè dopo l’intervento della cosiddetta Riforma Fornero (n.92 del 2012).
Sentenza 13/25 sul secondo quesito del Referendum sul Jobs Act: via il tetto alle indennità di licenziamento nelle PMI
Il quesito riguarda le tutele, in caso di licenziamento, di chi lavora in aziende piccole o medie (quelle con meno di quindici dipendenti). L’obiettivo è eliminare il tetto massimo all’indennità che spetta al lavoratore in caso di licenziamento che attualmente non può essere superiore alle sei mensilità.
Sentenza 14 sul terzo quesito sui termini dei contratti di lavoro a tempo determinato
Il quesito referendario è proposto per l’abrogazione degli articoli 19, commi 1, 1-bis e 4, e 21, comma 01, del decreto legislativo numero 81 del 2015, di attuazione del Jobs Act.
Il Decreto consente la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato per periodi fino a un anno e, anche senza alcuna giustificazione, che i contratti possano essere prorogati e rinnovati.
La norma consente inoltre la stipula di contratti temporanei anche per periodi superiori all’anno ma richiede una giustificazione individuata dalle parti, anche se non prevista dalla legge o dai contratti collettivi.
Sentenza 15, quarto quesito del referendum sul Jobs Act: le responsabilità per infortunio
È stata chiesta la possibilità di sottoporre a referendum l’abrogazione parziale dell’articolo 26, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, numero 81 che pone limiti e deroghe alla responsabilità di committente, appaltatore e subappaltatore in caso di infortunio sul lavoro di un dipendente.


