Il Senato ha approvato all’unanimità lo scorso 8 luglio il Disegno di Legge 1430 che offre una nuova disciplina su «Permessi per lavoratori affetti da malattia oncologica, invalidante e cronica». Il provvedimento, già approvato all’unanimità alla Camera dei Deputati, è ora legge.

Il testo sancisce alcuni diritti fondamentali per le persone affette da malattie oncologiche, rare e croniche e riconosce il loro bisogno di continuità lavorativa e di un adeguato supporto durante le cure.

L’allungamento del periodo di comporto

Fino ad ora i lavoratori con malattie gravi potevano beneficiare della tutela della conservazione del posto di lavoro per un massimo di 180 giorni che in molti casi erano conteggiati continuativamente.

La nuova legge estende questa tutela fino a 24 mesi, anche frazionati nel tempo e offre una maggiore flessibilità e sicurezza.

Il lavoratore che affronta una diagnosi grave può mantenere il suo posto di lavoro per un periodo di due anni, anche se deve sottoporsi a cure intensive o a terapie ripetute. Questo periodo tuttavia non viene retribuito.

Il riscatto dei contributi previdenziali del lavoratore malato

Un’altra importante novità è la possibilità di riscattare questo periodo di comporto attraverso il versamento volontario dei contributi previdenziali ai fini della pensione e degli altri eventuali benefici, compensando così il periodo di assenza dal lavoro, almeno per quei lavoratori che possono permettersi l’esborso.

Aumento delle ore di permesso per cure, visite ed esami medici

La legge prevede l’introduzione di 10 ore di permesso all’anno, oltre a quelle già previste dal contratto o dalla legge applicabile nel caso specifico, per sottoporsi a visite mediche, esami e cure frequenti.

Questi permessi sono riconosciuti anche ai genitori di minori con malattie oncologiche o altre patologie croniche o rare e sono retribuiti con un riconoscimento economico e di copertura figurativa, valido quindi per la contribuzione ai fini pensionistici.

La prescrizione medica sarà sufficiente per ottenere questi permessi così da semplificare l’accesso alle garanzie e da rendere più facile conciliare lavoro e cure.

Smart working

Un’altra misura riguarda lo smart working: al termine del congedo, il lavoratore avrà diritto a un accesso prioritario allo smart working, se le sue mansioni sono compatibili con il lavoro agile. Questo ulteriore strumento di flessibilità sé utile in particolare per chi sta affrontando un percorso di cura lungo e complesso ma può ugualmente rendersi utile sul lavoro.

Margine di miglioramento delle misure per i lavoratori malati

Questa legge rappresenta un incremento della tutela dei lavoratori che si ammalano di cancro o malattie rare e invalidanti.

Restano per il momento scoperte le esigenze di tutela economica e la possibilità di conciliare meglio le esigenze di cura con la vita lavorativa.

Le misure fondamentali, in conclusione, sono:

  • estensione del periodo di comporto e conservazione del posto di lavoro, da 6 a 24 mesi;
  • possibilità di versamento volontario dei contributi nel periodo di comporto;
  • permessi retribuiti per 10 ore l’anno oltre a quelle già previste, riconosciuti anche al lavoratore genitore di un minore malato;
  • preferenzialità di accesso allo smart working, se compatibile con le mansioni.